Prevenzione

Prevenzione

Fare prevenzione significa agire sempre su vari livelli.

La prevenzione primaria è indirizzata ai fattori di rischio per l’esordio del disturbo alimentare, pertanto gli interventi hanno luogo prima dell’insorgenza della malattia al fine di prevenire l’incidenza del disturbo stesso. A tale scopo si può agire da un lato su fattori di rischio come la spinta socioculturale alla magrezza e la messa in discussione dell’immagine di sé, che possono determinare l'inizio di comportamenti finalizzati a perdere peso, e dall'altra promuovere fattori protettivi come l'autostima, l'accettazione e la valorizzazione della corporeità, la capacità di comunicazione, la promozione del benessere e di un sano equilibrio tra sé e i mondo circostante che interessa anche quello con il cibo. La prevenzione secondaria ha come obiettivo di accorciare i tempi tra l’esordio della malattia e la richiesta di aiuto. Fondamentale risulta il precoce riconoscimento della malattia. Sensibilizzare figure significative come i genitori (ambito familiare), gli insegnanti e gli allenatori (ambito sociale), medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e i farmacisti (ambito medico-sanitario) e medici specialisti (come ginecologi, dentisti, dermatologi ecc.), permette di riconoscere tempestivamente l'esordio di nuovi casi, favorendo così maggiori possibilità di cura e di prognosi favorevole. Risulta inoltre fondamentale favorire una comunicazione più snella ed efficace tra le diverse istituzioni (famiglia-scuola-sanità) e creare le condizioni per facilitare la domanda di aiuto nelle strutture specializzate.

La prevenzione terziaria consiste nella riduzione delle conseguenze fisiche e psicologiche del disturbo ormai conclamato e coincide con l’ambito del trattamento.

Il Dipartimento è seguito dalla Dottoressa Domiziana Giola